TARI: quota variabile da applicare una sola volta anche con pertinenze - Fisco

28 Novembre 2017

Con Circolare 20 novembre 2017, n. 1/DF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione della tassa sui rifiuti (TARI).

In particolare, nel documento di prassi è stato specificato che al fine della determinazione della quota variabile della TARI per le utenze domestiche, il Comune/gestore del servizio rifiuti deve considerare l’intera superficie dell’immobile, composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze, con conseguente applicazione della stessa “una sola volta”.

Di conseguenza qualora la quota variabile sia stata computata più volte, ossia applicata sia all’abitazione che alle relative pertinenze (facendo erroneamente “lievitare” l’importo della TARI), il contribuente può richiedere il rimborso di quanto versato in eccedenza.

I soggetti che riscontrano l’errata determinazione della quota variabile della TARI, possono richiedere il relativo rimborso (tramite raccomandata A.R./PEC/consegna diretta):

  • a decorrere dal 2014 (primo anno di applicazione della TARI);
  • entro 5 anni dal giorno di versamento;
  • senza “particolari formalità”, riportando i dati necessari all’identificazione del contribuente e della pertinenza per la quale la TARI risulta erroneamente determinata, l’importo versato e quello chiesto a rimborso.

 Il rimborso non può essere richiesto:

  • relativamente alla TARSU in quanto, come specificato dal MEF nella citata Circolare n. 1/DF, “è governata da regole diverse da quelle della TARI, che non prevedevano, tranne in casi isolati, la ripartizione … in quota fissa e variabile”;
  • qualora il Comune, realizzando un sistema puntuale di misurazione della quantità di rifiuti, abbia introdotto in luogo della TARI una tariffa avente natura corrispettiva.

Fonte: news redatta dal Team del Centro Studi Seac spa.