Il percettore di NASpI può svolgere lavoro autonomo o di impresa. - Lavoro

18 Ottobre 2017

Il lavoratore che, durante il periodo in cui percepisce la NASpI, intraprende un’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale o parasubordinata, dalla quale ritragga un reddito, conserva il diritto a percepirla, ma deve informare l’Inps entro un mese dall’inizio di tale attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di conseguirne. La NASpI viene comunque ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto. Qualora nel corso del periodo di godimento delle indennità il lavoratore, per qualsiasi motivo, ritiene di modificare il reddito inizialmente dichiarato, deve presentare una nuova dichiarazione con l’indicazione del reddito precedentemente dichiarato e delle variazioni in aumento o in diminuzione. In tal caso, si procede a rideterminare, dalla data della nuova dichiarazione, l’importo della trattenuta sull’intero reddito diminuito delle quote già eventualmente recuperate.

In ogni caso, il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa. L’erogazione anticipata non dà diritto alla contribuzione figurativa, né all’assegno per il nucleo familiare. Il lavoratore interessato deve presentare all’Inps, a pena di decadenza, domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o dalla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa.